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Bismillah ar rahmani ar rahim Col Nome di Allah, il Compassionevole, il MisericordiosoRecita il Corano Generoso che la “la fitna è peggiore dell’omicidio”, intendendo con questo termine complesso e terribile la discordia grave tra i credenti, l’eversione, la guerra civile, lo stato di diffuso disagio che avvelena i rapporti tra gli appartenenti ad una stessa comunità, religiosa, nazionale, ecc. Dopo anni di attentati, e di fronte alla ferma determinazione del popolo irachene a non lasciarsi trascinare in una lotta fratricida al solo vantaggio dell’occupante, con una drammatica impennata del processo di destabilizzazione, il terrorismo ha nuovamente colpito uno dei luoghi simbolo della comunità islamica sciita, distruggendo questa volta il mausoleo di Samara. Nell’agosto del 2003 infatti, l’attacco alla moschea di Najaf causò la morte di 82 persone, tra cui l’Ayatollah Al Hakim, e il ferimento di oltre 200 fedeli scuotendo profondamente la sensibilità dei musulmani sciiti che tuttavia non lasciarono che il dolore e il risentimento si trasformassero in azioni di ritorsione cieche ed indiscriminate. Oggi questo nuovo gesto sembra essere stato meglio preparato e le immediate rappresaglie di milizie fin troppo tempestive, stanno disseminando di cadaveri le strade delle città irachene. Esso tende a mettere fine ad un progetto di unità islamica che potrebbe essere la sola chance realizzabile per costringere gli occupanti a ritirare quanto prima le loro truppe. A fronte di questa tragedia, culmine di innumerevoli altre che il fratello popolo iracheno ha dovuto subire nella sua storia recente a causa del colonialismo, della dittatura, delle guerre e di quest’ultima invasione, noi musulmani e musulmane d’Italia, sunniti e sciiti, solidalmente uniti, vogliamo lanciare un accorato appello affinché il dolore per quanto subito non offuschi la lucidità di tutti gli attori iracheni che hanno a cuore, la pace, la libertà e la giustizia nel loro martoriato paese.
Cessino immediatamente i disordini e le rappresaglie, esse non son altro che il frutto avvelenato della destabilizzazione del paese in conseguenza all’occupazione. Ritornino a guardarsi con fraterna fiducia gli appartenenti alle due grandi storie religiose e giuridiche dell’Islam. Ricordino infine le sante parole del profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui, la sua famiglia e i suoi compagni) quando ammonì in merito alla guerra tra musulmani annunciando l’inferno per chi avesse portato le armi contro un fratello di fede.
Allah abbia misericordia di tutti noi, faccia cessare questa fitna atroce, sostenga il popolo iracheno e gli dia infine pace e libertà. UCOII- Unione delle Comunità ed Organizzazioni Islamiche in Italia Associazione Islamica Ahl al Bait Roma 24 febbraio ’06 |